Le parole di Mattia Bellucci dopo la sconfitta contro Yi Zhou al primo turno del Masters 1000 di Shanghai
“Sono arrabbiato, perché perdere 7-6 al terzo non è mai semplice. Dopo essermi qualificato attraverso una bella serie di partite, speravo chiaramente di riuscire a superare anche il primo turno. Anche perché, nelle ultime quattro partite, tre le ho giocate fino al tie-break del terzo set: speravo che questa volta potesse girare dalla mia parte”. Con un po’ di comprensibile delusione Mattia Bellucci analizza la sconfitta rimediata al primo turno del Masters 1000 di Shanghai contro la wildcard locale Yi Zhou, nella quale ha avuto anche un match point nel dodicesimo game del terzo set.
Il lombardo, comunque, non ha alcuna intenzione di buttarsi giù e crede che la sua seconda parte di stagione fino a ora sia stata ottima. Nella megalopoli cinese è stato comunque autore di un’ottima prova e si è arreso al classe 2005 che è stato protagonista di un grande match. “Credo che la mia seconda parte di stagione debba essere motivo d’orgoglio. Mi dispiace aver perso qui, ma oggi ho affrontato un giocatore che secondo me ha disputato un’ottima partita e bisogna riconoscergli i meriti. Io ci ho provato in tutti i modi: ho cercato di metterla sulla lotta, sulla grinta e anche sul gioco. Penso ci sia stato un miglioramento importante nella ricerca delle soluzioni da parte mia, ma oggi lui è stato più bravo. Adesso vediamo come proseguirà questa trasferta“.
I risultati raccolti e i prossimi impegni
Prima del Masters 1000 a Shanghai Bellucci aveva giocato un ottimo Challenger a Jingshan, nel quale si è spinto sino alla finale, persa anche quella 7-6 al terzo set contro Lloyd Harris dopo aver avuto due championship point a favore. “Non ho particolari difficoltà a rimboccarmi le maniche, perché penso che uno dei miei punti di forza sia l’energia. Entrare in campo e cercare di dare il massimo, indipendentemente dal palcoscenico, è qualcosa che mi viene abbastanza naturale. Ho una forte motivazione interna e sono contento di potermi esprimere su qualsiasi campo. È chiaro che resta un po’ di rammarico: i punti avrebbero potuto essere 100 invece di 50. La settimana scorsa ho avuto due match point, qui ne ho avuto un altro e avrei potuto giocare altre partite. Però sono convinto di essere sulla strada giusta”.
Infine, un’anticipazione sui prossimi impegni, e una tournée asiatica che ancora non è volta al termine. “La trasferta asiatica per me non è ancora finita, perché dovrei giocare un Challenger (125 a Jinan, ndr) e successivamente Almaty. Ho quindi ancora circa due settimane qui. Per il momento porto con me un buon livello di gioco, una grande concentrazione sul lavoro che stiamo facendo e sulla volontà di migliorare giorno dopo giorno. Sono soddisfatto anche della comunicazione con le persone con cui lavoro”.




