Carlos Alcaraz si è imposto in due set su Jiri Lehecka nella finale del Japan Open 2026, terzo titolo stagionale per lo spagnolo
Ora si, ci siamo: Carlos Alcaraz è tornato con il titolo numero 27 in carriera. Lo spagnolo ex numero 1 al mondo è tornato a sollevare un trofeo, confermando il titolo dell’ATP 500 di Tokyo e ritrovando il sorriso dopo l’ultimo trionfo a Doha il 21 febbraio. Anche se non ancora al pieno della forma, Alcaraz si è imposto 7-6(4) 6-4 su un ottimo Jiri Lehecka che chiude così la settimana giapponese al 15esimo posto del Ranking.
Il torneo di Carlos
Per confermarsi sul trono del Japan Open lo spagnolo ha lasciato per strada solo due set in cinque partite, uno con Munar in semifinale e uno con Michelsen al primo turno. Anche contro Lehecka Carlitos ha tremato, recuperando solo a metà del primo set il break subito in apertura e recuperando con cinque punti di fila uno svantaggio di 2-4 nel tie-break.
Nel secondo parziale vita molto più tranquilla al servizio per Alcaraz, e vittoria messa al sicuro con un break ottenuto sul 3-3. Nel complesso il numero 3 ATP ha vinto l’85% dei punti con la prima (94% nel secondo parziale) e messo a referto 17 vincenti, facendo la differenza grazie a una palla break convertita in più dell’avversario.
La vittoria di oggi permette ad Alcaraz di superare Shelton al terzo posto della Race ATP, valida per le ATP Finals già conquistate grazie al titolo in Australia a inizio anno e una Top 20 ampiamente confermata. A Shanghai lo spagnolo avrà un’ottima chance per incrementare ulteriormente il bottino nel Ranking, data l’assenza nell’edizione dello scorso anno, e avvicinarsi anche lui al seggio vacante di Jannik Sinner.
Le parole di Alcaraz dal campo
“Sono veramente felice di essere stato in grado di vincere ancora un titolo. Per me è molto speciale considerato l’infortunio e i tanti tornei che non ho giocato. Non ho trovato ancora il mio miglior tennis e il mio livello, ma quello che conta è aver vinto, ho dato il meglio e ho giocato il miglior match della settimana“.
“Ho avuto paura di non rientrare durante i cinque mesi dell’infortunio al polso, ma ho creduto in me e nel team e proverò a tornare al 100%“.




