Il ventunenne supera i problemi fisici, piega Cerundolo in quattro set e diventa il primo belga di sempre nei quarti degli US Open
A New York c’è un giovane di belle speranze, diventate certezze, che non ha più alcuna intenzione di nascondersi. Alexander Blockx ha superato l’argentino Francisco Cerundolo con il punteggio di 6-3, 4-6, 7-5, 7-5 conquistando così il pass per i quarti di finale dello US Open. Una vittoria speciale per il ventunenne di Anversa, diventato il primo tennista belga dell’Era Open a raggiungere i quarti di finale a Flushing Meadows. Un risultato che lo avvicina anche alla Top 25 del ranking mondiale.
Un successo arrivato al termine di una vera e propria odissea fisica. Nel post-partita, il belga ha infatti rivelato di essere stato ad un passo dal ritiro: “Anche prima della partita ero già sotto farmaci, soffrivo tantissimo alla costola, soprattutto al servizio. Senza i farmaci concessi dal medico alla fine del terzo set non sarei mai riuscito a finire il match. Se avessi perso quel terzo parziale, mi sarei ritirato al novantanove per cento”.
Con questo exploit, Blockx diventa appena il quinto giocatore nato dopo il 2005 a centrare almeno un quarto di finale Slam in singolare maschile, affiancando un club di giovanissimi fenomeni composto da Learner Tien (2005), Joao Fonseca (2006), Rafael Jodar (2006) e Jakub Mensík (2005).
La carriera e la profezia
La sua esplosione, in realtà, non è un fulmine a ciel sereno.
Figlio d’arte (padre ex atleta di pista e madre nuotatrice professionista), Blockx impugna la racchetta dall’età di quattro anni sotto la guida dello stesso storico coach, Philippe Cassiers – che in passato aveva seguito anche il fratello maggiore Maxime – a cui si è aggiunto recentemente l’ex pro Ruben Bemelmans.
Alexander ha mostrato fin da subito una personalità straripante e una fisicità importante, diventata nel tempo uno dei suoi principali punti di forza, ma anche, in alcune occasioni, una debolezza.
Nel 2023 è diventato numero 1 del mondo ITF Under 18 grazie al trionfo agli Australian Open Junior: primo belga a vincere uno Slam giovanile dal 2012, superando in finale Tien.
Dopo i quattro titoli Challenger in bacheca, negli ultimi dodici mesi per Alexander è cambiato tutto. È arrivata la prima finale ATP all’Estoril, ma soprattutto l’incredibile striscia di vittorie sulla terra rossa di Madrid, dove ha raggiunto la sua prima semifinale in un Masters 1000. Un percorso impreziosito dalle vittorie su Garin, Nakashima, Auger-Aliassime, sullo stesso Cerundolo e sul campione uscente Ruud, prima di arrendersi soltanto a Zverev.
Le sue qualità non erano sfuggite nemmeno a Jannik Sinner, che in primavera aveva speso parole importanti per lui: “Tutti parlano dei soliti noti, ma non dimentichiamoci di Alexander Blockx: è un giocatore incredibile”.
L’infortunio al Roland Garros
A Parigi, dopo aver travolto all’esordio il giocatore di Hong Kong Coleman Wong con un netto 6-3, 6-4, 6-2, Blockx avrebbe dovuto sfidare Alex De Minaur al secondo turno. Un infortunio rimediato durante un allenamento – una distorsione alla caviglia causata dall’impatto con i teli di protezione a bordo campo – lo aveva però costretto al ritiro immediato. La rabbia per la grande occasione sfumata al Roland Garros lo aveva persino spinto ad uno sfogo social contro l’organizzazione, poi subito rimosso e diplomaticamente ridimensionato.
E ora, mentre il tabellone gli mette di fronte Karen Khachanov, il belga cresciuto con il mito di Roger Federer non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi: “Sento di essere solo all’inizio. Sono ancora molto lontano dal mio miglior livello”.




