La sudafricana ha conquistato quattro Major in doppio wheelchair, vincendo Roland Garros, Wimbledon e US Open. È stata numero 1 del mondo nella specialità, mentre in singolare il titolo Slam continua a mancare: “Ma credo che sia ancora possibile”
Quattro titoli del Grande Slam in doppio, conquistati in tre tornei diversi, e un numero 1 mondiale. Ma Kgothatso Montjane ha ancora una casella importante da riempire. A 40 anni la sudafricana continua a inseguire il primo Major in singolare della carriera e sarà una delle protagoniste dello US Open, dove il torneo wheelchair si disputerà dall’8 al 12 settembre.
“Ho un solo obiettivo in mente, vincere uno Slam in singolare“, ha raccontato Montjane lo scorso 22 luglio. “Devo soltanto continuare a spingermi al massimo. Credo che sia possibile“. Una dichiarazione piuttosto netta per una giocatrice che nel circuito è ancora numero 7 del mondo e nel 2026 ha raggiunto i quarti di finale sia agli Australian Open sia al Roland Garros.
In doppio Montjane sa invece molto bene cosa significhi vincere un Major. Insieme alla giapponese Yui Kamiji ha conquistato Roland Garros e US Open nel 2023, Wimbledon nel 2024 e nuovamente Roland Garros nel 2025. Quattro titoli in tre Slam differenti: soltanto l’Australian Open manca alla collezione, con la finale raggiunta nel 2024 come miglior risultato a Melbourne.
Il singolare racconta una storia diversa. Montjane è arrivata almeno in semifinale in tutti e quattro i Major, ma non è mai riuscita ad alzare il trofeo. L’occasione più grande arrivò a Wimbledon nel 2021, quando raggiunse la finale prima di perdere contro Diede de Groot. Nello stesso anno toccò anche il suo miglior ranking, il numero 4 mondiale.
La carriera della sudafricana era cominciata da molto più lontano. Montjane ha iniziato a giocare a wheelchair tennis a 19 anni, un’età insolitamente avanzata per chi sarebbe poi arrivato ai vertici mondiali. Nel tempo è diventata una presenza stabile negli Slam e il 18 marzo 2024 ha raggiunto anche il numero 1 del ranking di doppio. A più di vent’anni dai primi passi con una racchetta è ancora stabilmente tra le migliori in singolare.
Il 2026 non è stato semplice. Montjane ha definito questa stagione “una delle più difficili” della propria carriera dal punto di vista dei risultati, spiegando di aver provato alcune novità sia nel suo team sia nel proprio gioco. Il bilancio resta comunque positivo: 14 vittorie e 11 sconfitte in singolare, con 11 successi in 17 incontri sul cemento, la superficie sulla quale si giocherà anche a New York.
Nelle ultime settimane è arrivato inoltre un riconoscimento che Montjane non si aspettava. La sudafricana è stata candidata ai South African Sports Awards nella categoria Sportswoman of the Year with a Disability. “La nomination mi ha sorpresa“, ha raccontato, ricordando che tra il 2023 e il 2025 aveva conquistato quattro Slam senza ricevere premi in quel periodo. Un riconoscimento nazionale che è arrivato mentre la sua carriera internazionale è ancora pienamente in corso.
Nei giorni scorsi WDB Trust ha inoltre annunciato un nuovo accordo di sponsorizzazione per la stagione 2026. È un rapporto che viene da lontano: l’organizzazione aveva già sostenuto Montjane dopo Wimbledon 2018, quando la sudafricana raggiunse la semifinale di singolare e attirò nuovi finanziamenti per poter continuare a competere nel circuito internazionale.
Adesso c’è New York. Montjane ha già vinto lo US Open, ma in doppio; in singolare il suo miglior risultato a Flushing Meadows è la semifinale. Non cerca dunque di completare una collezione particolare: cerca qualcosa di più semplice da spiegare e molto più difficile da ottenere. Il primo Slam della sua carriera senza una compagna al fianco.




