Allenamento a porte aperte sul Centrale per Flavio Cobolli al posto della semifinale, tante risate e spazio anche al pubblico
Il ritiro di Matteo Arnaldi prima ancora di scendere in campo ha rattristato Flavio Cobolli, e anche i fan del Roland Garros e di tutto il tennis italiano. Per il tennista fiorentino adottato da Roma c’è stato però spazio per “festeggiare” e divertirsi, fra un allenamento e l’altro sul Campo Centrale.
Cobolli ha infatti organizzato un allenamento a porte aperte sul Philippe-Chatrier, coinvolgendo fan e raccattapalle e regalandosi qualche attimo di serenità prima dell’impegno storico di domenica. Flavio domani giocherà infatti la prima finale Slam in carriera, e lo farà contro chi un titolo Slam l’ha già sfiorato tre volte: Alexander Zverev. Quella fra il tedesco e l’italiano sarà la quinta partita da avversari, e Sasha comanda 3-1 sull’amico e collega. Mai uno di fronte all’altro in finale, ma già avversari al Roland Garros nel 2025 quando Zverev si impose 6/2 7/6(4) 6/1.
L’allenamento a porte aperte e la sfida con un fan
Nonostante la mancata semifinale, Cobolli ha scelto di regalare ai tifosi dei bei momenti sul Centrale. Tutti coinvolti, anche i due bambini che avrebbero dovuto accompagnare Flavio e Matteo all’ingresso in campo e che hanno potuto comunque coronare il piccolo sogno grazie al cuore d’oro di Cobolli.
Fra i momenti più iconici anche l’occasione concessa a un fan, chiamato in campo da Flavio per un palleggio. Gli olé del pubblico e il racconto dello speaker hanno reso il tutto più epico, e anche il fortunato spettatore ha fatto divertire i fan.
Cobolli si è mostrato sorridente e sereno, nonostante la delusione mostrata in conferenza stampa per non aver giocato il derby con Arnaldi.
Cobolli: “Ho quasi pianto”
Flavio è un ragazzo di cuore, amato da colleghi e tifosi per la grande simpatia e genuinità mostrate dentro e fuori dal campo. In conferenza stampa il numero 2 d’Italia ha mostrato tutto il dispiacere per quanto successo ad Arnaldi, contro il quale si sarebbe misurato volentieri.
“Quando è venuto da me un’ora fa, ho quasi pianto. È una cosa che non ti aspetti proprio. Ero pronto a giocare questa partita. Ero e sono completamente triste per lui“.
“Per prima cosa, Matteo, vorrei ringraziarti per il grandissimo torneo fatto, che è stato di ispirazione per tutti noi. Sapevamo dell’infortunio, hai giocato e lottato per tante ore, dimostrando il tuo valore. Matteo, sei un grandissimo atleta e un eccellente professionista, cerco di imitarti nel comportamento fuori del campo. Mi dispiace non poterti affrontare, sarebbe stata un’altra grande battaglia, sono sicuro che ci rivedremo presto”.
“Mi sento triste e felice al tempo stesso, la finale che giocherò domenica e il mio ingresso nella Top Ten sono traguardi di tanti anni di lavoro. Ricordo bene quando mio padre disse a un membro dello staff che non sarei mai andato più avanti della trentesima posizione nel ranking, glielo faccio pesare in continuazione… Ora vado ad allenarmi, devo mettere altra benzina nel mio tennis, anche senza la tensione di una partita vera. Poi andrò nel solito ristorante, non quello di Arnaldi…“




