È stata una maratona, o forse è persino riduttivo definirla tale, ma Carlos Alcaraz trionfa nonostante i problemi fisici e supera al quinto set Alexander Zverev
Più che una partita di tennis è stata una tragedia greca. Uno di quei film pieno di plot twist continui. Una stagione del Trono di Spade. Eppure, era solo la semifinale degli Australian Open. Carlos Alcaraz vince contro tanti avversari: Alexander Zverev, i problemi fisici e sé stesso. Il tedesco perde, contro tanti avversari: il fuoriclasse di Murcia e sé stesso.
6-4 7-6 6-7 6-7 7-5, 5:26 di gioco. Numeri folli, che valgono al numero 1 al mondo la sua prima finale in carriera a Melbourne. Ora tra lui e il Career Grand Slam rimane solo uno tra Novak Djokovic e Jannik Sinner.
Applausi al tedesco, che perde e avrà tanti rimpianti dato che ha servito per il match. Rispetto all’anno scorso, però, è totalmente un altro giocatore. Forse mentalmente sarà dura riprendersi come oggi, ma deve prendere ciò che c’è stato di positivo, per quanto possibile.
Il match
Il primo set scorre via rapido, entrambi tengono i propri turni di battuta senza patemi e con la prima di servizio che fa da padrona (85% di punti vinti per Alcaraz e 78% per Zverev). L’unico momento di rottura si verifica nel nono game, con lo spagnolo che sale in cattedra e trova un break chirurgico che gli permette di chiudere 6-4 il parziale.
Il tedesco rimane frastornato, tanto che nel gioco d’apertura del secondo set fronteggia subito una palla break, ma riesce a salvarsi ai vantaggi chiudendo alla quinta chance. Un passaggio a vuoto di Alcaraz nel sesto game permette a Zverev di trovare l’allungo che lo porta a servire per il set sul 5-3, ma è qui che esce il numero 1 al mondo. Il murciano realizza un game incredibile, mette pressione all’avversario e aggredisce ogni pallina: c’è il contro-break. Al tie-break gli basta un solo punto in risposta (che arriva sul 6-5) per portarsi due set a zero sopra.
Nel terzo set il match cambia completamente faccia. Sul 4-4 Alcaraz inizia ad avvertire un problema all’adduttore destro: i movimenti si fanno più rigidi, gli spostamenti laterali più faticosi. È costretto quasi a giocare da fermo, e per restare aggrappato al punteggio deve prendersi rischi sempre più grandi, cercando di accorciare gli scambi e chiudere in fretta i punti. Zverev ne approfitta e vince al tie-break il terzo set.
Il copione non cambia. Anche se a tratti lo spagnolo sembra muoversi leggermente meglio rispetto ai minuti immediatamente successivi all’infortunio, la sua esplosività non è più la stessa e gli scambi lunghi restano un rischio. Si arriva a un altro tie-break, il terzo consecutivo. Ancora una volta l’equilibrio regge fino al 4-4, poi è Zverev a salire in cattedra. Con lucidità e potenza, il tedesco piazza l’allungo decisivo e trascina la sfida al quinto set, che diventa un autentico psicodramma. Zverev trova il break subito, annulla quattro palle break nel corso del set e sul 5-4 serve per il match. Qui, però, Alcaraz torna sulla cresta dell’onda e conquista il contro-break a 15, prima di strappare di nuovo clamorosamente il servizio a Zverev sul 6-5 tirando un passante in corsa sul match point.



