L’ex tennista azzurro racconta il suo interesse per la disciplina e svela il nome del giocatore che segue con maggiore simpatia. L’incontro con Lebron è già avvenuto a Madrid, dove i due si sono promessi una partita anche nel capoluogo lombardo
Il tennis resta una parte fondamentale della sua vita, ma Fabio Fognini guarda con interesse anche al mondo del padel. L’ex tennista italiano, da sempre appassionato di sport e grande amante del calcetto, segue con curiosità il circuito e i suoi protagonisti, pur ammettendo di avere poche occasioni per giocare in prima persona. A Milano, durante il torneo, ha raccontato la propria passione, indicando anche il giocatore per cui fa il tifo.
Il nome è quello di Juan Lebron, uno dei volti più conosciuti del padel internazionale, con cui Fognini ha già avuto modo di incontrarsi a Madrid. Tra i due è nata anche una promessa: ritrovarsi in campo per giocare insieme, questa volta a Milano. Un appuntamento ancora da fissare, ma che l’ex azzurro sembra avere già ben chiaro in mente.
Un match in coppia con Lebron
“Il mio preferito? Juan Lebron, l’ho conosciuto a Madrid e ci siamo dati appuntamento per giocare qui a Milano, non so quando ma contaci, giocheremo”.
Fognini ha spiegato di seguire volentieri il padel, sia sugli spalti sia attraverso le immagini in televisione. Gli impegni, però, non sempre gli consentono di ritagliarsi il tempo necessario per assistere alle partite o impugnare la racchetta. Anche in questa occasione, infatti, non è riuscito a vedere uno degli incontri più attesi della giornata, quello che vedeva protagonisti Agustín Tapia e Arturo Coello, tra le coppie di riferimento del circuito.
“Sì, ho poche occasioni per giocare e oggi non ho fatto in tempo a venire a vedere i due fenomeni (Tapia e Coello ndr), ma tra poco gioca Juan e sarà un piacere tifare per lui”.
Le dichiarazioni sono arrivate a Casa Padel, la lounge hospitality del torneo, in un momento che ha regalato anche un curioso retroscena. Mentre Fognini parlava della sua ammirazione per Lebron, infatti, lo spagnolo si trovava proprio dall’altra parte di una parete divisoria. In attesa di scendere in campo, il giocatore si stava godendo qualche minuto di tranquillità e seguiva sul maxischermo la partita in corso sul Centrale.
Due mondi che si incontrano, dunque, sempre con la racchetta a fare da filo conduttore. Fognini, che conosce bene le dinamiche dello sport professionistico, continua a seguire da vicino le evoluzioni della disciplina e i suoi interpreti più rappresentativi. E chissà che la promessa fatta a Madrid non possa trasformarsi presto in una partita vera e propria nel capoluogo lombardo. Per ora, una cosa è certa: quando Lebron scende in campo, Fognini ha già deciso da che parte stare.




