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La prima volta di Vacherot: i 1.000 punti da difendere a Shanghai e il sogno olimpico

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Un anno dopo l’impresa che lo ha portato dal numero 204 al titolo Masters 1000, il monegasco torna in Cina da testa di serie. E con la nuova cittadinanza può guardare anche a Los Angeles 2028

Un anno dopo, Valentin Vacherot torna a Shanghai da campione in carica. È una situazione completamente diversa da quella vissuta nell’ottobre 2025, quando il tennista classe 1998 arrivò in Cina da numero 204 del mondo, partendo dalle qualificazioni, e finì per conquistare il primo titolo ATP della sua carriera.

Da allora è cambiato praticamente tutto. Vacherot oggi è numero 14 del ranking ATP e affronta per la prima volta la pressione di dover difendere un titolo così importante. Soprattutto, deve fare i conti con 1.000 punti in uscita, conquistati dodici mesi fa al termine di una delle più sorprendenti imprese recenti del circuito.

Vacherot e la sfida dei 1.000 punti

Nel tennis, il successo di una stagione diventa spesso il punto di partenza della sfida successiva. Dopo aver conquistato un grande risultato, infatti, bisogna riuscire a ripeterlo per evitare di perdere i punti ottenuti dodici mesi prima.

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Vacherot arriva però a Shanghai con una stagione che racconta come il titolo dello scorso anno non sia stato un episodio isolato. Il monegasco ha raggiunto le semifinali a Monte-Carlo e a Tokyo e, nonostante un infortunio durante la stagione sull’erba, è riuscito a mantenersi stabilmente ai vertici del ranking.

La matematica resta comunque inevitabile: senza una nuova grande prestazione, i 1.000 punti di Shanghai sono destinati a uscire dal suo bottino. Ma Vacherot ha scelto di affrontare il torneo da una prospettiva diversa, evitando di trasformare la classifica nell’ossessione della settimana.

Ospite del format YouTube Retour Gagnant, ha raccontato il lavoro fatto insieme al suo allenatore e alla psicologa per arrivare preparato a questa nuova esperienza: “È la prima volta che mi succede una cosa del genere: tornare in un luogo dove ho vinto un titolo così importante e dove ho vissuto emozioni fortissime. Ne ho parlato a lungo con il mio allenatore e la mia psicologa. So perfettamente che, salvo un nuovo trionfo, perderò posizioni in classifica. Ho deciso di non focalizzarmi sui 1.000 punti in uscita, perché quelli vanno via comunque. Nella mia testa ogni vittoria qui rappresenta un guadagno netto per la classifica del prossimo anno.”

L’obiettivo è arrivare testa di serie a Melbourne

Shanghai rappresenta quindi uno dei passaggi più delicati del finale di stagione, ma Vacherot guarda già oltre. L’obiettivo è chiudere il 2026 in una posizione che gli permetta di presentarsi all’Australian Open 2027 da testa di serie, trasformando così la parte finale dell’anno in un passaggio importante anche per la prossima stagione.

Il ranking, però, non è l’unica novità che riguarda il monegasco.

La cittadinanza monegasca apre la strada alle Olimpiadi

Il 25 settembre è arrivata infatti una svolta anche fuori dal campo. Con un decreto pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Principato di Monaco, Valentin Vacherot ha ottenuto la cittadinanza monegasca.

Una novità importante anche dal punto di vista sportivo. Vacherot è cresciuto tennisticamente al Monte-Carlo Country Club e da tempo rappresenta Monaco nelle competizioni internazionali, pur mantenendo fino a oggi la cittadinanza francese.

Con la piena cittadinanza monegasca, il suo percorso cambia anche in prospettiva olimpica: Los Angeles 2028 diventa un obiettivo concretamente raggiungibile.

Dalla sorprendente vittoria di Shanghai nel 2025 alla nuova vita da top 20, passando per la cittadinanza monegasca e il sogno olimpico. Per Vacherot è davvero un momento di svolta. E proprio a Shanghai, dove tutto è iniziato, arriva la prima grande prova da campione in carica.

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Vanna Rizzo
Vanna Rizzo
Vanna Rizzo, giornalista e Direttrice di TennisTalker Magazine. Laureata in Architettura nella splendida cornice di Venezia, per anni ho diviso la mia vita tra l'interior design, l'organizzazione di eventi e la terra rossa. Il tennis è da sempre un "vizio" di famiglia: gioco e respiro l'aria dei circoli fin da quando ero bambina, e appena posso preparo la valigia per scappare a vedere un torneo, unendo lavoro e diletto. Oggi ho messo da parte le planimetrie per impugnare solo la penna (e qualche volta anche la racchetta). In fondo, guidare un magazine sul tennis è un po' come progettare una casa: serve una base solida, tantissima passione e, soprattutto, la grinta giusta per scendere a rete e chiudere il punto!
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