L’australiano era entrato nel tabellone grazie a una wild card arrivata all’ultimo momento. Ha eliminato Musetti, raggiunto per la prima volta il terzo turno di uno Slam e incassato un bel po’ di biglietti verdi utili a programmare il futuro: “Mi aiuteranno con allenatori e persone da portare in viaggio”
Due italiani hanno segnato le tappe più significative della settimana più importante della carriera di Dane Sweeny. Il primo, Lorenzo Musetti, lo ha spedito nella stratosfera: vittoria al secondo turno e primo accesso al terzo round di uno Slam. Il secondo, Luciano Darderi, ha chiuso sabato la sua corsa a New York. Ma Sweeny lascia lo US Open con 290 mila dollari e una classifica completamente diversa da quella con cui era arrivato.
L’australiano, venticinquenne e numero 123 del mondo alla vigilia del torneo, non avrebbe nemmeno dovuto trovarsi direttamente nel main draw. Era iscritto alle qualificazioni, poi due ritiri dell’ultimo momento hanno permesso a Tennis Australia di assegnargli la wild card inizialmente destinata ad Alexei Popyrin. Da quella porta apertasi quasi per caso sono entrati il successo su Corentin Moutet e soprattutto quello contro Musetti, testa di serie numero 13, la vittoria più prestigiosa della sua carriera.
Contro Darderi la favola si è fermata in tre set, con Sweeny pure gravato da un problema all’anca. La delusione non gli ha però impedito di misurare in modo lucido quanto successogli negli ultimi sette giorni. “È stata una settimana fantastica, una settimana che cambia la carriera”, ha spiegato il giocatore nato a Penrith dopo la sconfitta.
Non è soltanto un modo di dire. I 290 mila dollari guadagnati a Flushing Meadows rappresentano una cifra capace di cambiare concretamente l’organizzazione della stagione di un giocatore che vive lontano dai guadagni delle stelle. “Il denaro che ho guadagnato qui mi aiuterà a far fronte alle spese necessarie a portare in viaggio con me l’allenatore e altre persone del team”, ha raccontato Sweeny. “Reinvesto sempre nel mio tennis. L’obiettivo numero uno è fare tutto quello che posso per diventare il miglior giocatore possibile”.
C’è poi la classifica. Il buon Dane dovrebbe salire intorno al numero 109 del ranking, nuovo massimo personale. Un guadagno di una manciata di ulteriori posizioni entro dicembre gli garantirebbe per la prima volta l’accesso diretto all’Australian Open.
A New York l’Italia gli ha dato prima la vittoria più grande e poi il biglietto per tornare a casa. Nel mezzo, però, Sweeny ha trovato qualcosa che per un giocatore della sua fascia vale quasi quanto un titolo: soldi, punti e finalmente un po’ di margine per programmare il futuro.




