Jannik Sinner e Carlos Alcaraz hanno già riempito pagine di record. Alcuni appartengono al passato, altri sembrano soltanto aspettare il momento giusto per essere riscritti. E ce n’è uno, in particolare, che potrebbe diventare improvvisamente attuale tra qualche settimana
Nessuno dei due sarà a Cincinnati, dopo l’ufficialità del forfait anche di Jannik. È il secondo Masters 1000 consecutivo che perde i primi due giocatori del ranking e, inevitabilmente, l’attenzione comincia già a spostarsi verso New York. La presenza di Sinner allo US Open non sembra in dubbio, mentre quella di Alcaraz resta legata all’evoluzione del problema al polso che lo tiene lontano dalle competizioni ormai dal 15 aprile.
Ed è proprio qui che entra in gioco quel record ancora senza padrone: da quando esistono i Masters 1000 nessun giocatore nella storia del tennis ha mai vinto lo US Open dopo aver saltato entrambi i tornei di categoria che lo precedono, Toronto/Montreal e Cincinnati come scritto da Giorgio Spalluto su X.
Sinner e Alcaraz, insomma, potrebbero trovarsi davanti a una pagina ancora bianca. Una coincidenza curiosa, forse. Oppure l’ennesimo piccolo ostacolo che uno dei due potrebbe trasformare in un nuovo traguardo.
Due percorsi diversi
Per Sinner la situazione è particolare. L’azzurro arriverà a New York dopo aver giocato appena sette partite negli ultimi tre mesi, ma con un dettaglio tutt’altro che secondario: in quel periodo c’è anche il titolo di Wimbledon. Per Alcaraz, invece, il discorso è completamente diverso. Lo spagnolo non gioca una partita ufficiale dal 15 aprile e il recupero dal problema al polso ha inevitabilmente complicato la preparazione verso lo US Open. Le informazioni sul suo rientro restano limitate e ogni valutazione, oggi, sarebbe prematura.
Il punto è che Flushing Meadows non concede molto tempo per trovare il ritmo. L’umidità, le condizioni di gioco e la lunghezza dello Slam americano richiedono una preparazione specifica, soprattutto per chi vuole arrivare fino alla seconda settimana.
E allora il record assume un significato particolare. Perché non si tratta soltanto di una statistica curiosa: potrebbe diventare la fotografia di due percorsi molto diversi verso lo stesso obiettivo. Sinner ha già dimostrato a Wimbledon che una preparazione non perfettamente lineare non significa necessariamente arrivare impreparati. Alcaraz, invece, dovrà prima capire quando e come tornare in campo.
Poi ci sarà New York. E forse, per la prima volta, quel record senza padrone avrà finalmente un nome.




