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Luciano Darderi torna in finale: “Ora sono più tranquillo. Sulla terra gioco bene”

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L’azzurro difenderà il titolo conquistato dodici mesi fa e cerca punti pesanti per restare in Top 20: tutte le sue sette finali ATP sono arrivate sulla terra battuta

Luciano Darderi è ancora una volta protagonista sulla terra rossa di Bastad. Grazie alla vittoria in semifinale contro Daniel Vallejo, il numero 18 del mondo si è guadagnato la possibilità di difendere il titolo conquistato in Svezia dodici mesi fa, un risultato che potrebbe rivelarsi fondamentale anche in ottica classifica.

Il classe 2002 italiano, infatti, nel luglio del 2025 aveva conquistato ben 500 punti vincendo consecutivamente gli ATP 250 di Bastad e Umago. La concomitanza dei due tornei nel calendario del 2026 gli ha però impedito di difendere entrambi i titoli, costringendolo a una scelta obbligata. Confermarsi campione in Svezia rappresenterebbe dunque un tassello importante per mantenere la propria posizione tra i primi venti giocatori del mondo.

Non è stata una settimana semplice per l’azzurro, chiamato a convivere con la pressione di dover difendere un risultato così pesante. Lo stesso Darderi ha ammesso di aver avvertito il peso delle aspettative nel corso del torneo: “Giocare sempre sotto pressione non è semplice. Ora che sono in finale sono più tranquillo, anche se non è mai semplice disputarne una. Cercherò di dare il meglio”.

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Il numero 18 ATP ha poi voluto rendere merito a Vallejo, autore di un torneo straordinario. Il giovane paraguaiano ha annullato ben quattordici set point nel primo parziale e tre match point nel secondo, sfiorando un’impresa che gli è comunque valsa il miglior risultato della carriera nel circuito maggiore e il ritorno del Paraguay tra i migliori quattro di un torneo ATP a distanza di 24 anni. “Complimenti a Vallejo perché ha fatto una grandissima partita, era la prima volta che lo affrontavo e non è stato semplice”.

Bastad continua a confermarsi un torneo speciale per Darderi. Il legame con la terra battuta svedese appare ormai consolidato e anche le condizioni di gioco sembrano esaltare al meglio le caratteristiche dell’azzurro: “Segreto? Sulla terra gioco sempre bene, ma le condizioni che ci sono qui in Svezia mi piacciono particolarmente e mi agevolano ancora di più“.

Quella di domenica sarà la settima finale ATP della carriera per Luciano Darderi, la seconda proprio a Bastad. Un dato racconta meglio di ogni altro il rapporto dell’azzurro con la superficie: tutte le finali disputate nel circuito maggiore sono arrivate sulla terra battuta. Ora l’obiettivo è uno soltanto: difendere il titolo e aggiungere un altro capitolo alla sua splendida storia d’amore con la terra rossa.

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Edoardo Viglione
Edoardo Viglione
Vivo e racconto di tennis, appassionato di Challenger e del tennis sudamericano, con più di un debole per l’Argentina. Chiaramente la terra rossa è la superficie più romantica che possa esserci.
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