Il presidente della FITP celebra la vittoria del numero uno del mondo su Djokovic e spiega le ragioni del boom azzurro: “L’ascesa del nostro tennis non è casuale, ma il frutto di un progetto strutturato”
La straordinaria vittoria di Jannik Sinner contro Novak Djokovic nella semifinale di Wimbledon ha suscitato l’entusiasmo del presidente della FITP Angelo Binaghi, intervenuto ai microfoni di SuperTennis per commentare il successo del numero uno del mondo e il momento d’oro del tennis italiano. “Non mi aspettavo un Sinner così perfetto, temevo un match molto più complicato. Abbiamo visto un giocatore di un’altra dimensione, di un altro sport, con una sicurezza e un approccio che fanno parte proprio di un’altra professionalità”.
Il presidente della Federazione ha poi allargato il discorso all’intero movimento italiano, reduce da un Wimbledon ricco di risultati prestigiosi. Oltre alla finale conquistata da Sinner, spiccano infatti l’exploit di Tyra Grant al debutto nel tabellone principale dei Championships, il grande torneo disputato da Flavio Cobolli, il ritorno ad alti livelli di Matteo Berrettini sull’erba e i quarti di finale raggiunti da Jasmine Paolini.
“L’ascesa del tennis italiano non è casuale, è strutturale. I ragazzi hanno di fronte a loro una decina d’anni di successi. Individuo tre elementi. La ‘cacciata dei mercanti dal tempio’, la televisione e la gestione dei grandi eventi sportivi. Abbiamo permesso a tutte quelle persone che magari non avevano un grande passato tennistico ma volevano aiutare, di poterlo fare, e abbiamo avuto il coraggio di cacciare chi invece voleva impedire tutto ciò”.
Infine, Binaghi ha ribadito quale sia la missione della FITP per i prossimi anni. “L’obiettivo che ci siamo dati a livello di federazione? Rendere il tennis da un lato sempre più economico, dall’altro sempre più popolare”.




