More
    TennisTalker MagazineTennis TTIntervisteLe parole di Novak Djokovic sul caso Sinner: "Sinner e Swiatek sono innocenti, è stato...
    Pubblicato in:

    Le parole di Novak Djokovic sul caso Sinner: “Sinner e Swiatek sono innocenti, è stato dimostrato. E’ un sistema ingiusto”

    Novak Djokovic critica il sistema dichiarando che molti giocatori non sono soddisfatti della decisione presa dalla WADA

    La vicenda è nota: Jannik Sinner è risultato positivo al clostebol, uno steroide vietato, in due test antidoping effettuati a marzo 2024. Inizialmente, Sinner era stato dichiarato innocente poiché la contaminazione sarebbe avvenuta involontariamente a causa del suo fisioterapista. Quest’ultimo aveva usato uno spray contenente la sostanza per trattare un taglio sulla propria mano prima di massaggiare il tennista. Ma il 26 settembre 2024 la WADA (Agenzia Mondiale Antidoping) ha presentato ricorso, sostenendo che Sinner dovesse essere ritenuto responsabile delle azioni del suo staff, considerato parte integrante del suo entourage.

    Per evitare di andare a processo, i legali di Sinner hanno negoziato un accordo in base all’articolo 10.8.2 del codice WADA, riconoscendo una “responsabilità parziale” per le negligenze del suo team. Di conseguenza, è stata concordata una sospensione di tre mesi, che si concluderà il 4 maggio 2025.

    Il verdetto della WADA è molto chiaro

    Nel suo comunicato, la WADA ha confermato che Sinner non abbia avuto intenzione di doparsi e che la sostanza non abbia apportato alcun vantaggio in termini di prestazioni. Il problema è stata la negligenza del team del tennista, portando al licenziamento immediato di Naldi e Umberto Ferrera, il fisioterapista che aveva acquistato lo spray. “Secondo il codice e sulla base della giurisprudenza del CAS, un atleta è responsabile per la negligenza del proprio entourage. In base ai fatti unici di questo caso, una sospensione di tre mesi è un risultato appropriato,” ha dichiarato WADA.

    Il ruolo della PTPA e le critiche al sistema

    La Professional Tennis Players Association (PTPA), fondata da Djokovic e Vasek Pospisil, appena uscita la notizia del patteggiamento, aveva emesso un comunicato molto critico riguardo alla gestione del caso.

    Il ‘sistema’ non è un sistema, ma un club. Le decisioni discrezionali caso per caso non sono altro che una copertura per trattamenti su misura, decisioni ingiuste e incoerenti. La mancanza di trasparenza, di un processo chiaro e di credibilità tra le agenzie responsabili della regolamentazione dello sport sono inaccettabili. Questa parzialità è una mancanza di rispetto verso tutti gli atleti e i tifosi. È tempo di cambiare, e lo faremo” ha dichiarato l’associazione.

    Djokovic: “Manca fiducia nel sistema”

    A Doha Djokovic sta giocando in singolare a doppio e gli è stata – quasi obbligatoriamente – posta la domanda sul caso Sinner. Queste le sue dichiarazioni:

    Ho parlato con diversi giocatori nello spogliatoio, non solo negli ultimi giorni ma anche nei mesi precedenti. La maggior parte di loro non è soddisfatta di come è stato gestito il processo e non lo ritiene equo. C’è una mancanza di fiducia“. ha dichiarato Djokovic.

    Djokovic ha poi paragonato il caso Sinner ad altri casi di doping: “Abbiamo visto i casi di Simona Halep, Tara Moore e altri giocatori forse meno noti, che hanno lottato per anni per risolvere i loro casi o che sono stati sospesi per molto tempo. Penso che sia davvero il momento di fare qualcosa e di affrontare il sistema, perché è chiaro che la struttura non funziona così“. 

    Commenti

    LASCIA UN COMMENTO

    Per favore inserisci il tuo commento!
    Per favore inserisci il tuo nome qui

    Newsletter

    Ti potrebbe interessare...

     

    Segui i tornei in collaborazione con TENNISTALKER MEDIA PARTNER

    più popolari