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    Come si affronta il “Pallettaro”?

    Ogni promessa è debito! In relazione a quanto scritto e anticipato nell’ultimo articolo, non mi sentivo di lasciare gli appassionati a mani vuote. Quindi, senza indicare loro gli ingredienti precisi attraverso i quali elaborare la ricetta per contrapporsi in maniera pratica allo spauracchio per eccellenza: il “Pallettaro”. Per questa occasione ho deciso di fare una eccezione, un regalo con alcune particolari ricette, sempre che la cosa risulti di qualche gradimento. Del resto, affrontare il “Pallettaro” non è affatto un’impresa semplice. Pensare di demolirlo a suon di pallate risulta essere spesso una pessima idea che cela un pericoloso effetto boomerang. Ovviamente, quanto detto, accade quando sul campo si sfidano tennisti di livello equivalente. Per cui: cosa bisogna fare per mettere in difficoltà il Pallettaro?

    In generale, è fondamentale armarsi di pazienza, la frenesia non aiuta. In questo modo, diviene più semplice costruire un piano funzionale, renderlo pratico e sistematico. Così, se la partita diventa lunga non bisogna farsi rapire dall’ansia. Giocate, invece, ogni singolo punto rispettando il piano di gioco stabilito, recuperando con calma tra un quindici e l’altro. In tal maniera, potrete restare con la mente sul presente e quindi attenti su ciò che state facendo. Viaggiare con la testa verso altri orizzonti serve solo a perdere la rotta. Evitate questa trappola! Rimanete fedeli al vostro piano di gioco quando si mostra vincente, cambiatelo quando si dimostra perdente.

    Nello specifico, è possibile costruire diversi piani di gioco utili a contrastare il “Pallettaro”. Ogni piano che si rispetti deve sempre mirare a rovesciare in modo copernicano le tempistiche e le aree di forza dell’avversario. In questo caso, il processo prevede cinque passaggi basilari da rispettare: 

    • Stringere i tempi solo durante l’azione di gioco, mettendo fretta al tennis del “Pallettaro”. 
    • Accorciare sistematicamente la lunghezza degli scambi, realizzando così delle giocate che al massimo arrivino a sommare sei colpi da voi prodotti. 
    • Ridurre le distanze di gioco variando continuamente la profondità (lungo/corto), in modo da imporre una partita colma di spostamenti verticali, anziché orizzontali.
    • Cambiare traiettorie, rotazioni e velocità al vostro servizio e, appena possibile, anche ai vostri colpi di rimbalzo. 
    • Infine, un postulato tattico da tenere sempre a mente in ogni partita. Cercate di usare il più possibile le vostre armi migliori facendole confluire sulle parti deboli dell’avversario.

    Va da sé, come la tipologia dell’attaccante, il tennista capace di prendere la rete continuamente alla prima occasione, costituisca il miglior antidoto al gioco del “Pallettaro”. Eppure, restano comunque disponibili nella pratica varie cose da fare, anche per coloro i quali non possiedono la natura dell’attaccante. Modalità da poter adattare alle caratteristiche di ogni singolo giocatore. Per questa pratica illustro sei semplici passaggi.

    • Quando siete al servizio, attaccate direttamente la rete con la prima palla per giocare la prima volée. Altra opzione, sempre dopo il primo servizio, è giocare l’attacco di rimbalzo per poi prendere la rete. 
    • Una ulteriore alternativa, sempre dopo il primo servizio, è avviare lo scambio senza attaccare verso la rete, proprio come nel caso in cui abbiate servito la seconda palla.
    • Durante lo scambio è importante tenere la palla in gioco per tre o quattro colpi, non di più. Oltre questa misura, diventa sempre più complesso cambiare l’inerzia dello scambio, perché si entra nel territorio del “Pallettaro”. Così, tra il quarto e il quinto colpo dovrete rompere gli indugi e sferrare sistematicamente l’attacco prendendo la rete. Come alternativa rispetto all’attacco optate per la smorzata, aiuta a destabilizzare la fase difensiva dell’antagonista.
    • Se invece, vi trovate inchiodati al fondocampo senza un’apparente via d’uscita, evitate comunque l’imposizione dello scambio prolungato. Così, tra il quarto e il quinto colpo attaccate in controtempo e prendete la rete. Attaccate anche attraverso l’uso del pallonetto, facendo arretrare l’avversario, se non vi restano altre opzioni.
    • Quando giocate il “game” di risposta, ribattete alla seconda palla di servizio attaccando in lungo linea o al centro, per prendete la rete. In alternativa, giocate una diagonale importante per aprire il campo e successivamente sferrate l’attacco nello spazio aperto.
    • Altra ovvia possibilità con la risposta, consiste nel far ripartire semplicemente lo scambio, proprio come nel caso in cui ribattiate il primo servizio avversario. Da qui, potrete riallacciarvi facilmente a quanto già sopra riportato nei punti tre e quattro.

    In conclusione, è importante sapere come tra queste soluzioni dovrete inizialmente sceglierne solo una per il gioco di servizio e una per il gioco di risposta. Solamente durante lo sviluppo della partita potrete allora provare a rendere più ricco il vostro tennis, adottando più di un suggerimento. Però, ricordate sempre, come la fretta sia una cattiva consigliera. Difatti, aggiungere troppe armi al proprio piano, quando non si dispone di una adeguata esperienza, spesso si converte in un’azione confusa in grado di far saltare gli equilibri e la sistematicità. Dunque, procedete con cautela e progressività. Se però desiderate apprendere queste competenze direttamente insieme sul campo, allora non perdete l’occasione di partecipare quest’estate agli Stage week end dedicati. Prossimamente, verrà pubblicato calendario e località dell’iniziativa, durante il mese di aprile. 

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    Commenti

    1. Il pallettaro si sconfigge se siete più bravi altrimenti prendete la sveglia e a casa in silenzio. Semplicemente perché siete più scarsi di lui.

    2. Il pallettaro è semplicemente qualcosa di inguardabile nel tennis, e applica l’unico modo possibile per lui di vincere qualche partita…ma se ci perdi e ti senti più bravo vuol dire che non sei completo e devi assumerti le tue colpe

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