L’angolo dell’esperto: La metodologia dell’allenamento del tennista

L'allenamento del tennista come dovrebbe essere? Differenziale o a ripetizione?

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allenamento del tennista

L’allenamento del tennista – Tra le sue tante caratteristiche, il tennis è uno “sport di situazione“, in cui le azioni di gioco sono costantemente diverse. Alla luce di ció il principio di specificitá, secondo il quale il training deve adattarsi a ció che succede in gara da tutti i punti di vista, non puó che condurre a strutturare l’allenamento del tennista rafforzando le variazioni.

Un allenamento basato sul gioco consente naturalmente di aumentare il numero di situazioni diverse sollecitando l’allievo, nel contempo, alla ricerca personale – sia tecnica che strategica – delle soluzioni, rafforzando in tal modo anche l’individualitá.

L’apprendimento differenziale – allenamento del tennista

La teoria del c.d. “apprendimento differenziale” basa i suoi assunti su vari studi succedutisi nel tempo. Il primo, in maniera emblematica, ha preso in esame l’atto motorio maggiormente praticato dall’uomo, la camminata, rilevando come anch’essa, nonostante le infinite ripetizioni, sia comunque sensibile alle interferenze e venga effettuata diversamente in base, in particolare, agli stati d’animo, alla stanchezza o all’influenza della musica.

Altre ricerche sono state effettuate nella pallavolo, nel calcio, nel basket, nella pallamano, nel pattinaggio di velocità ed anche nel tennis; tutte, nel confronto con il “metodo della ripetizione”, hanno dimostrato o maggiori incrementi della prestazione o, in alternativa, effetti piú stabili e duraturi nel tempo.

L’importanza della dopamina

Si sta cercando di collegare tali risultati anche a studi di neuropsicologia; in particolare, oltre alla plasticitá neuronale, si sta valutando l’importanza che possa assumere la dopamina in quanto neurotrasmettitore rilasciato dal cervello in casi di successo di un compito incerto nel risultato.

Anche gli studi sulle bande di frequenza dell’attività cerebrale sembrano confermare la bontá del metodo dell’apprendimento differenziale, per lo meno per gli sport situazionali.

In particolare si é rilevato che, a differenza del metodo della ripetizione (che non comporta aumenti nella produzione di onde theta – da 4 a 7 Hz -, di onde alfa- da 8 a 13 Hz – di onde beta – da 14 a 30 Hz – e di onde gamma – oltre i 30 Hz -), il metodo dell’apprendimento differenziale caotico comporta aumenti in tutte e 4 le suddette bande, testimoniando anche un maggior coinvolgimento psichico nell’allenamento.

Pertanto, alla luce di tutto ció, il cesto ed esercitazioni “closed” (palleggi in diagonale, palleggi fondo-rete) dovranno essere relegati al ruolo di sussidiari rispetto ad esercitazioni basate sul gioco (attacco vs difesa, scambi con la c.d. “casa di Hopman”, servizio e risposta), più attinenti al modello prestativo del tennista anche in relazione al rapporto tra i tempi di gioco e di pausa.

Ció sará anche maggiormente stimolante per il singolo atleta in relazione alle specifiche caratteristiche personali che lo contraddistinguono.

Galietta Mario